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15 luglio 2006

Una poltrona come Giurì? Solo se sei Interdisciplinare!

Giorgio Rodin


L’interdisciplinarietà, assieme alla percezione, è stato un po’ il leit motiv di tutto il nostro Corso, che sta, ormai, giungendo a conclusione. Interdisciplinarietà e percezione sono, in realtà, due concetti intimamente legati tra di loro. Uno degli aspetti più interessanti del convegno romano sul design italiano e il giurì del design è stata proprio la multidisciplinarietà che caratterizza il giurì del design. Come sottolineato dall’Avv. Cazzaniga (www.sutti.com), il giurì si trova, infatti, spesso a decidere su casi limite, in cui, per stabilire se c’è contraffazione o meno, c’è bisogno di esperienze “ipersensibili”. Ecco perché è indispensabile che il giurì sia, al suo interno, multidisciplinare, includendo designer, giuristi, imprenditori e progettisti, la cui interazione da vita ad una sorta di “circolo virtuoso”. in attesa di una definizione di “utilizzatore informato” che metta tutti d’accordo, il giurì del design e la sua interdisciplinarietà sembrano, quindi, essere le uniche certezze in materia di design.

1 commento:

stefano sandri ha detto...

Tanto più che è sempre più palese l’imbarazzo dei nostri giudici tra un design comunitario, che diconosce il ‘valore estetico’, e la nostra tradizione che fa fatica ad abbandonare il ‘ valore artistico’.

Ben venga dunque il Giurì, se attraverso l’interdisciplinarietà si propone come terza via e ci avvicina alla realtà dei problemi.