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12 maggio 2006

Galileo e Leonardo: marchi o menti sublimi?

Lorenzo Litta

Ci sarebbero t
ante interessanti considerazioni da poter fare sul "Caso Galileo" e sulla relativa recente pronuncia da parte della Tribunale di Primo Grado dell'UE. Una in particolare: nella sentenza si afferma che "L'attore, scegliendo il nome di Galileo per designare i propri marchi, prodotti e servizi, non poteva ignorare che fosse ispirato al nome di battesimo del famoso matematico, fisico ed astronomo italiano, una delle più grandi personalità nella storia della cultura Europea". Il sempre più diffuso ricorso a nomi di grandi personaggi storici per identificare i propri beni, prodotti e servizi può portare ad una indebita appropriazione del nome da parte di chi per primo lo ha utilizzato ed ha ottenuto, attraverso quel nome, la capacità distintiva del mercato. Leonardo, Michelangelo, Caesar e Cicerone sono solo alcuni dei nomi a rischio. "Secondary meaning" è solo uno dei possibili nemici. Se si sceglie il nome di un "Grande della Storia" come marchio bisogna accettarne le conseguenze. Qualcuno potrà mai vantare un diritto esclusivo su un marchio di questo genere? Sono sufficienti i requisiti normativi? Davvero un diritto inafferabile...

1 commento:

Stefano Sandri ha detto...

Pericoloso...